sabato 5 maggio 2012

Il poeta Zeccus, 5 maggio

Ei fu. Tra Verratti e Immobile,
la scelta del mercato,
stette l'indecisione
di fine campionato,
così percosse tutte le big,
sulla terra e della A,
Mutu pensò all'utlimo
goal che la Juve gli fece fare;
e addirittura pensò
che quelli della Juve non erano mortali
e che il prossimo anno
tutti calpesterà.
Tiri folgoranti e non sol io
vidi il genio di Pirlo,
quando con voce assidua Conte,
vinse, pareggiò ma non perse,
di mille volte il goal di Muntari
Allegri contesta,
sempre a quello pensa e ripensa,
piange ora e spera
di non sparire all'ultimo
e con zero titoli
la società non lo esonererà.
Dal delle Alpi allo Juventus Stadium,
è il gran cambiamento della Juve,
che al successo
lo ha portato in un baleno;
Nessuno passò tra Barzagli e Bonucci,
dall'una all'altra fascia.
Fu vera gloria ? A queste due ultime
giornate l'ardua sentenza, noi
ci fidiamo del nostro Massimo
fattore, che volle creare la nostra casa
dove li abbiamo sconfitti tutti.
La procellosa e trepida gioia
di un grande obiettivo,
l'ansia di un cor, che indocile
serve, pensando alla Nazionale;
che giungerà spero con un premio
che questo campionato ci potrà dar,
tutto noi vincemmo: le coppe,
i campionati anche se revocati,
la fuga e la vittoria,
a Reggio il triste esiglio;
una volta nella polvere
non so quante sull'altar.
Noi si dominò per parecchio,
contro tutti armati,
tutti a noi si volsero,
come aspettando il fato;
ci fu silenzio, l'arbitro,
fischiò la fine in mezzo a loro.
E sparve gran calcio,
passaggi, chiusure e sponde,
umiliando gli avversari,
tutti ci odiano, perché
giochiamo un calcio che è un amor.
Come sul capo di Marchisio,
i cross di Pirlo poggian,
l'onda con cui li mise,
alta avanti, tesa,
potevan far poco
gli avversari e rimanevano invani
mentre la palla scendeva
e si insaccava.
Oh quante volte ai posteri
narrar queste imprese,
e sulle eterne pagine
cadde la mia stanca man !
Oh quante volte, al tacito
morir del nostro gioco
mi inchinai a braccia conserte,
stetti davanti alla Tv a
contemplar i goal
che stavano per venir !
E ripenso a Emerson
Vierà, Trezeguet,
che era un lampo nel segnar
correvan come i cavalli,
e agli allenatori
celeri ubbidir.
Ahi ! forse a tanto strazio
ci condannarono in B,
mai disperammo poi una mano dal cielo
ci fece subito risalir
e ci ritrasportò;
e l'avvio tra floridi sentieri
e nuova linfa di speranza,
ai campi eterni di Champions
ci condussero, dove il silenzio del Bayern
l'ultima volta ci salutò.
Bella Immortal, la nostra signora
Fede ai prossimi trionfi avvezza !
Rispondi a questo, Allegri;
che fai sempre il superbo,
al disonor dell'Italia
giammai non si chinò.
Siamo qui oggi, per lottare
al nostro campionato
solo Dio ci può fermare
tutto questo è guadagnato !
FORZA JUVENTUS !


Antonio Zecca.

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