“Se
può essere scritto o pensato, può essere filmato”: l’occhio di
Stanley Kubrick sul mondo.
Secondo una
definizione di Gilles Deleuze quello di Kubrick è un “cinema del
cervello” ma anche un cinema del corpo: mette in scena le
destabilizzazioni causate da pulsioni biologiche e fisiologiche
proprie dell’uomo. È in questo mistero che Kubrick indaga,
lasciandoci capolavori in grado di resistere ai cambiamenti delle
mode.
Il suo esordio come
regista indipendente risale al 1950 per poi affermarsi a metà degli
anni Cinquanta nel cinema di genere, in particolare del film
noir. Nelle sue prime tre opere “nere”,
Fear and Desire (1953),
Il bacio dell'assassino (1955)
e Rapina a mano armata (1956),
Kubrick introduce elementi di rinnovamento
che troveranno ampio spazio in Orizzonti di
gloria, del 1957, e Spartacus,
del 1960, in cui però si ha un'ulteriore
evoluzione della visione del mondo kubrickiana che si andrà sempre
più radicando in un pessimismo di fondo.
Abbandonando
in cinema gangseristico dei suoi primi film per quello bellico, il
regista ha saputo rappresentare le inevitabili complicazioni della
società borghese sviluppando poi un discorso politico di natura
universale: una visione antimilitarista,
progressista, ispirata alle tesi del liberalismo moderato. La
sua giovinezza inoltre trascorre durante gli anni della seconda
guerra mondiale: non sembra un caso, quindi, il continuo ritorno dei
suoi film sul tema della guerra come costante antropologica.
Negli anni
Sessanta Kubrick si trasferisce in Gran Bretagna
ed è in questo periodo che approfondisce la sua
riflessione sulla società contemporanea
post-capitalistica e soprattutto sulla condizione dell'uomo. In
questi anni nascono storie come Lolita (1962)
e Il dottor Stranamore (1964).
Il primo, tratto dall’omonimo romanzo-scandalo di Nabokov, crea
qualche problema al regista in quanto il film avrebbe potuto mostrare
ciò che nel libro era solo implicito: la storia
racconta infatti l'attrazione che un uomo di
trentanove anni prova per una dodicenne.
Il dottor
Stranamore affronta invece temi politici
quali il conflitto Usa-Urrss, la corsa agli armamenti, il pericolo di
una guerra atomica che, con un’amara ironia, palesano risvolti
apocalittici e decisamente catastrofici.
Nel
1968, un
anno prima dello sbarco sulla Luna, esce 2001:
Odissea nello spazio, film che mette in atto
un'opprimente rappresentazione di una società immaginaria che
rischia di cancellare l'uomo negli anni del terrore atomico scattato
con la crisi di Cuba nel 1962.
Il 1971 è
l’anno di Arancia meccanica, ritratto
della violenza totalmente gratuita di un gruppo di giovani che svela
la faccia più pericolosa di una società gravemente debole. Kubrick
teme per la propria incolumità e lo ritira dalle sale inglesi, solo
nel 2000 il film tornerà ad essere proiettato in Gran Bretagna.
Dal 1976 al
1999 Kubrick realizza solo quattro film: Barry
Lyndon, ritratto di un’ Irlanda borghese ed
ipocrita del XVIII secolo, Shining,
del 1980, un horror imperniato sulla
progressiva discesa negli inferi della follia di uno scrittore, Full
Metal Jacket, film del 1987 sulla guerra del
Vietnam ed ultimo Eyes Wide Shut ispirato
alla novella di Schnitzler Doppio sogno.
Dalla fine
degli anni Cinquanta all'inizio degli anni Novanta, Kubrick ha
occupato un posto di rilievo nella cinematografia mondiale: la sua
produzione, numericamente non elevatissima ma di alto livello
formale, si è imposta con una forza morale tale da restare immune al
passare del tempo.
Mariarita Nigro
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