lunedì 21 maggio 2012

gli articoli del numero di aprile online #2



Se può essere scritto o pensato, può essere filmato”: l’occhio di Stanley Kubrick sul mondo.


Secondo una definizione di Gilles Deleuze quello di Kubrick è un “cinema del cervello” ma anche un cinema del corpo: mette in scena le destabilizzazioni causate da pulsioni biologiche e fisiologiche proprie dell’uomo. È in questo mistero che Kubrick indaga, lasciandoci capolavori in grado di resistere ai cambiamenti delle mode.
Il suo esordio come regista indipendente risale al 1950 per poi affermarsi a metà degli anni Cinquanta nel cinema di genere, in particolare del film noir. Nelle sue prime tre opere “nere”, Fear and Desire (1953), Il bacio dell'assassino (1955) e Rapina a mano armata (1956), Kubrick introduce elementi di rinnovamento che troveranno ampio spazio in Orizzonti di gloria, del 1957, e Spartacus, del 1960, in cui però si ha un'ulteriore evoluzione della visione del mondo kubrickiana che si andrà sempre più radicando in un pessimismo di fondo.
Abbandonando in cinema gangseristico dei suoi primi film per quello bellico, il regista ha saputo rappresentare le inevitabili complicazioni della società borghese sviluppando poi un discorso politico di natura universale: una visione antimilitarista, progressista, ispirata alle tesi del liberalismo moderato. La sua giovinezza inoltre trascorre durante gli anni della seconda guerra mondiale: non sembra un caso, quindi, il continuo ritorno dei suoi film sul tema della guerra come costante antropologica.
Negli anni Sessanta Kubrick si trasferisce in Gran Bretagna ed è in questo periodo che approfondisce la sua riflessione sulla società contemporanea post-capitalistica e soprattutto sulla condizione dell'uomo. In questi anni nascono storie come Lolita (1962) e Il dottor Stranamore (1964). Il primo, tratto dall’omonimo romanzo-scandalo di Nabokov, crea qualche problema al regista in quanto il film avrebbe potuto mostrare ciò che nel libro era solo implicito: la storia racconta infatti l'attrazione che un uomo di trentanove anni prova per una dodicenne.
Il dottor Stranamore affronta invece temi politici quali il conflitto Usa-Urrss, la corsa agli armamenti, il pericolo di una guerra atomica che, con un’amara ironia, palesano risvolti apocalittici e decisamente catastrofici.
Nel 1968, un anno prima dello sbarco sulla Luna, esce 2001: Odissea nello spazio, film che mette in atto un'opprimente rappresentazione di una società immaginaria che rischia di cancellare l'uomo negli anni del terrore atomico scattato con la crisi di Cuba nel 1962.
Il 1971 è l’anno di Arancia meccanica, ritratto della violenza totalmente gratuita di un gruppo di giovani che svela la faccia più pericolosa di una società gravemente debole. Kubrick teme per la propria incolumità e lo ritira dalle sale inglesi, solo nel 2000 il film tornerà ad essere proiettato in Gran Bretagna.
Dal 1976 al 1999 Kubrick realizza solo quattro film: Barry Lyndon, ritratto di un’ Irlanda borghese ed ipocrita del XVIII secolo, Shining, del 1980, un horror imperniato sulla progressiva discesa negli inferi della follia di uno scrittore, Full Metal Jacket, film del 1987 sulla guerra del Vietnam ed ultimo Eyes Wide Shut ispirato alla novella di Schnitzler Doppio sogno.
Dalla fine degli anni Cinquanta all'inizio degli anni Novanta, Kubrick ha occupato un posto di rilievo nella cinematografia mondiale: la sua produzione, numericamente non elevatissima ma di alto livello formale, si è imposta con una forza morale tale da restare immune al passare del tempo.

Mariarita Nigro

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